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  Storia Cultura

 
     
150 anni di UNA PROVINCIA DAVVERO “GRANDA”

I contenuti della pagina storica sono curati dal Prof. Aldo A. Mola.

La Provincia di Cuneo, la “Granda”, è orgogliosa della propria storia. Con oltre 6.902 kmq è tra le più estese d’Italia. Caso unico in Piemonte e raro in Italia, ha confini quasi identici da quando nacque con la legge del 23 ottobre 1859 n.3702 sulle amministrazioni provinciali e comunali del Regno di Sardegna (comprendente Piemonte, Liguria, Sardegna, Savoia e contea di Nizza), poi estesa al Regno d’Italia proclamato il 17 marzo 1861. La riforma degli enti locali fu ideata fu da Urbano Rattazzi, ministro dell’Interno del governo presieduto da Alfonso La Marmora, che agiva con pieni poteri per lo stato di guerra.

Il Cuneese ebbe un consiglio provinciale elettivo di 60 membri, che votava il presidente e una deputazione, corrispondente all’attuale giunta. Coi poteri di commissario del Re, il governatore della provincia (poi prefetto), di nomina governativa, assisteva senza diritto di voto ma con potere di veto alle sedute del Consiglio e presiedeva la deputazione provinciale. Il consiglio provinciale si radunava in seduta ordinaria una volta l’anno (tre-cinque sessioni consecutive), discuteva l’opera svolta dall’Amministrazione, proponeva iniziative e affrontava con cautela temi politici.

I confini della Provincia istituita nel 1859 ricalcarono la Divisione istituita nel 1818 da Vittorio Emanuele I di Savoia, re di Sardegna dopo la restaurazione sul trono (1814). Essa era stata preceduta dal Dipartimento della Stura creato da Napoleone I nel 1805, quando il Piemonte faceva parte dell’Impero di Francia, con esclusione dell’ arrondissement (circondario) di Ceva, assegnato al Dipartimento di Oneglia, poi a quello di Cairo Montenotte, mentre l’ arrondissement di Alba in primo tempo fece parte del Dipartimento del Tanaro con Asti e tornò a far parte del Cuneese quando Asti venne inclusa nel Dipartimento di Marengo (Alessandria).

Con diverse denominazioni presenti in tutt’Europa, in Piemonte le province furono istituite nel 1561 dal duca Emanuele Filiberto di Savoia. Via via riformate esse sono una realtà antica, rispondente ai requisiti del territorio e dei suoi abitanti. Dal 1859 l’attuale Provincia di Cuneo incluse i circondari di Cuneo, Alba, Mondovì e Saluzzo, cioè genti, parlate, storie diverse: le valli alpine, la pianura, le Langhe.
All’epoca il Cuneese aveva da dieci anni il consiglio elettivo della Divisione di Cuneo, istituita da re Carlo Alberto di Savoia- Carignano, re di Sardegna (30 ottobre1847). Eletto nel 1849, esso fu presieduto da personalità eminenti quali Felice Gerbino, Giuseppe Siccardi, Diodato Pallieri, Ludovico Sauli d’Igliano, Giambattista Michelini, Giuseppe Fantini,... senatori, deputati, notabili, professionisti di spicco, come già era avvenuto nei consigli del Dipartimento di età napoleonica e in quelli della Restaurazione. Ognuna delle quattro Province formanti la Divisione dal 1849 ebbe un Consiglio con un numero di componenti in proporzione agli abitanti.

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CRONOLOGIA

1600-1800 a. Cr. Incisioni rupestri nel Vallone delle Meraviglie (Monte Bego, Tenda). Il sito era un tempio aperto, sotto la volta del cielo, per riti in onore del toro praticati dalle genti celtico-liguri (i taurini, il cui centro più importante diverrà Augusta Taurinorum oggi Torino).

14 a. Cr. Caio Ottaviano Augusto soggioga i liguri e istituisce la Provincia Alpium Maritimarum, inclusa nella IX Regio dell’Italia . Romanizzazione dell’odierno Piemonte .

402 d.Cr. A Pollentia (Pollenzo) l’esercito romano comandato dal vandalo Stilicone sconfigge i Visigoti di Alarico. Poco dopo una tribù di sarmati (popolazione originaria della Persia, poi stanziata in Sarmatia, corrispondente all’Ucraina odierna) si insedia nel territorio dell’attuale Salmour (Forum Sarmatorum).

 

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